Martedì 22, esce Apocalyptic love, e Slash, con Myles Kennedy and The Conspirators, presenta il nuovo album in un concerto sold out all’Irving Plaza di New York. Lo show sarà trasmesso in streaming in diretta a partire dalle 10:15 pm orario di New York (le 04:15 del mattino in Italia).
Facciamo due calcoli per vedere quanto vale oggi l’ex Gun n’ Roses: il primo album in studio del 2010 ha debuttato nella Billboard Top 200 chart al #3 (#1 nella Rock chart, #1 nella Independent chart, e #1 nella Hard Music chart). Nel mondo è arrivato nei Top 5 in più di 12 Paesi e al #1 in Giappone. Buon rock a tutti (meno ad Axl e alla sua Chinese democracy).
Gli Afterhours e Teatro degli Orrori sono insieme per un concerto gratuito e a costo zero che riporta l’attenzione su L’Aquila e sui suoi giovani. Data: sabato 19 maggio ore 21.
Il Comune de L’Aquila ha messo a disposizione Piazza Duomo, nel cuore della Zona Rossa, che lentamente sta tornando ad essere un punto d’incontro. Un luogo-simbolo reso vivo per una sera da due band che rappresentano il meglio del rock italiano. Gli Afterhours, e in particolare Manuel Agnelli, erano già stati coinvolti nel singolo Domani (registrato a tempo di record da oltre 56 artisti). L’operazione aveva permesso di raccogliere oltre 1 milione di euro destinato alla ricostruzione e che inspiegabilmente èe ancora inutilizzato.
Noi però sentiremo più volentieri il Teatro (nella foto), perché adoriamo il frontman più intellettuale e pazzo d’Italia, Pierpaolo Capovilla
Rolling Stone has just premiered the new Kelly Hogan song – Plant White Roses. You can hear (& download) it. Insomma, è ritornata una delle firme più brillanti della canzone d’autore Usa. Se non la conoscete, scopritela.
Paul Buchanan conferma in Mid Air di essere uno dei più puri e semplici poeti del pop. Pochi versi, poche note, molta… poesia? boh, sì…
The buttons on your color
The color on your hair
I think I see you everywhere
I want to live forever,
And watch you dancing in the air
… lies and make believe,
The very things that one leave
But I can see you standing in mid air
The girl I want to marry, upon the high trapeze
The day she fell and hurt her knees
And only time can make here
The wind that blows away with
Forever think the life was worth
The fallen snow, the virgin birth
Yeah I can see her standing in mid air
I can see you standing in mid air.
Paul Buchanan ha inciso quattro album in trent’anni con i Blue Nile (l’ultimo nel 2004) e le sue sparizioni sono sempre state molto più lunghe delle apparizioni. Anche ora che ritorna con un album solo, lo scozzese più lento del mondo stupisce (chi non lo conosce): Mid Air è un album trainato da una canzone trasognata fatta di voce e piano con poche note che appaiono una dopo l’altra e sembrano sempre sul punto di svanire nell’aria.
Solo un altro musicista pop riesce a fare del “less is more” così radicale, ed è un altro che ama scomparire, l’ex Talk Talk Mark Hollis (che infatti non si fa vivo da un decennio).
Ma di che è un album? Di chi lo scrive, di chi lo canta o di chi lo produce? Ci pensavo, ascoltando (esce il 18 maggio) Miriam, il nuovo singolo di Norah Jones. La Jones è stata completamente cambiata nei connotati sonori da un producer sulla cresta dell’onda, Danger Mouse (nella foto), con cui ha costruito da zero tutte le canzoni di Little Broken Hearts. Sorpresa finale: Norah ha preso una svolta decisamente ed elegantemente dark.
Dopo i sold out live di marzo, a ottobre tornano in Italia per tre date (Padova Firenze Torino) i Wilco, capitanati dalla rockstar del manicomio accanto, Jeff Tweedy, e autori di cult come Yankee Hotel Foxtrot. Prima di comperare i biglietti, disponibili sui soliti siti, guardateli dal vivo al Letterman.
L’iguana del pop sceglie vente-privee, il sito di vendite online, per distribuire in anteprima esclusiva Après, il suo album che rivisita classici della canzone francese ed internazionale. L’album è in vendita su vente-privee.com dal 9 maggio al prezzo (buono) di 7 euro.
Ma la notizia è che il coriaceo rudere del pre punk canta La Vie en Rose (come Sid Vicious My Way?).
Toti Poeta ha inciso due album e in questi giorni esce il nuovo, L’ora di socialità. Forse lo ricordate perché nel dicembre 2010 ha pubblicato la canzone Faccio di tutto a sostegno del referendum per l’Acqua pubblica. Forse perché lo avete incrociato nei festival meno imbalsamati (M.E.I., etc.). Forse perché il brano Le cose che non si dicono è stato più volte trasmesso da Fiorello Viva Radio2. Forse… Forse è venuto il momento di fargli due domande. Di musica e non solo (come di addice alla nuova schiera di cantautori).
Non sembri molto ottimista, descrivi un mondo impazzito…
«Non credo di essere pessimista, direi piuttosto realista e, in questo momento in particolare, piuttosto speranzoso. Vedo una società che reagisce, ne sono la prova i vari movimenti occupy, gli indignati, esperienze di riappropriazione di spazi e cultura come il Teatro Coppola di Catania o il Valle di Roma e in ultimo il Garibaldi di Palermo. Abbiamo visto migliaia di persone in piazza e poi alle urne per l’ultimo referendum promosso da movimenti cittadini che hanno dato prova di vera e sana democrazia dal basso. Eppure tutto questo non lo leggi sui giornali e non lo vedi in tv. Sento il risveglio di una società che rivuole i propri diritti, è di questo mondo che parlo». Che cosa ti fa arrabbiare di più?
« Credo che di cose per cui arrabbiarsi ce ne siano parecchie in Italia. Basta alzarsi la mattina, avere trent’anni, non avere un lavoro, non avere alcuna tutela da parte dello stato, vedere la continua deturpazione del nostro territorio per opere dissennate, il continuo ignorare la voce della collettività a favore d’interessi di cerchie sempre più ristrette. Ma credo che le cose che più mi tocchino siano l’indifferenza e la noncuranza». Vedi altri colleghi sulla tua stessa lunghezza d’onda? Quali sono i tuoi sodali?
«Ci sono numerosi artisti, soprattutto nell’ambito più indie, che stimo molto e a cui mi sento vicino oltre all’aspetto musicale anche per gli intenti e l’impegno che portano avanti. Per fare i nomi direi Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Dimartino, Colapesce, DonSettimo, sono giusto alcuni».
Dagli archivi degli studi, da pile di nastri incisi su arcaici registratori a 4 piste, dai mixer dei concerti, insomma da chissàdove, arrivano i pezzi sconosciuti dei grandi del passato. Per esempio, ascoltate Deadly Doris, dal 3CD box set, Can – The Lost Tapes, ricco di materiale live e di studio raro, poco noto, quasi segreto. Esce a giugno. C’è tutto il tempo di imparare, prima, i fondamentali di questa gloriosa band tedesca che ha inventato la musica elettronica (non solo il cosiddetto kraut rock).